rieduchiamo i bambini a giocare!

Negli ultimi anni stiamo assistendo al dominio della tecnologia che caratterizza sempre più la quotidianità di bambini e ragazzi. Videogames, social networks, smartphones sono i nuovi passatempi delle future generazioni.

Oggi i bambini di un anno accedono a youtube in modo autonomo. Si sta andando fuori controllo.
A volte sento dire "ai miei tempi non c'erano tutte queste diagnosi... tutti questi disturbi!". Osserviamo quello che sta succedendo e sarà semplice darsi una risposta.
Va bene usare la tecnologia in modo intelligente come mezzo ma utilizzarla passivamente può esser veramente deleterio.

La pandemia Covid19 ha dato una spinta ai ragazzi verso questa discesa. Passare ore dinanzi a videogames e smartphones non fa altro che dare una sorta di eccitazione per cui tutto il resto diventa noioso e monotono... La scuola, lo sport, la socialità. I ragazzi ad oggi non sanno più relazionarsi tra loro, hanno un vocabolario poverissimo e una lenta memoria di lavoro.
Soprattutto nell'infanzia, quando si creano le connessioni sinaptiche in base alle esperienze che si fanno, contribuendo a sviluppare memoria, linguaggio, intelligenza; il gioco è fondamentale.

Riprendiamo on mano i giochi da tavolo, le carte, gli scacchi, mastermind, shangai, memory, i puzzles e tutto ciò che conoscete. Sono fondamentali per sviluppare l'attenzione, la memoria di lavoro, la memoria a breve termine, il problem solving, la pianificazione, il ragionamento numerico, ecc.
I bambini non ne sono appassionati perché regna ormai un altro tipo di attività e non si parla d'altro. Va bene giocare ai videogames ma in modo misurato, facendo esperienze diverse in linea con lo sviluppo della propria intelligenza.

Il gioco stimola anche la competitività, il saper far squadra, il successo, il saper perdere e soprattutto la socialità.

Scritto da: Logopedista Claudia Palmieri

CLAUDIA PALMIERI
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